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Tremonti: “Manovra approvata entro venerdì”

Scritto il -   - startbyzero

“Il decreto per il pareggio di bilancio sarà rafforzato su tutto il quadriennio e approvato entro venerdì”. Con questo annuncio il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha preso la parola all’assemblea annuale dell’Abi ed escludendo qualsiasi ipotesi di proprie dimissioni ha detto che ‘accompagnerà’ la manovra economica per tutto il suo percorso parlamentare: il decreto per il pareggio di bilancio, ha spiegato, ”sarà accompagnato nei suoi sviluppi da chi si è preso e si prende la responsabilità per averlo presentato”. Poi ha utilizzato una frase di Tito Livio: “Hic manebimus optime”, ossia ‘qui staremo benissimo’. Davanti all’assemblea, il ministro ha poi rilanciato un allarme: “Tutto quello che ha causato la crisi è ancora presente.

Niente di quello che si doveva fare è stato fatto. Non ci sono le nuove regole”. Infine ha parlato della necessità di avviare il processo di privatizzazione (“Dobbiamo certamente iniziare un processo di privatizzazioni a cominciare dai Comuni, che ad eccezione dell’acqua, saranno spinti verso questa direzione da un meccanismo di incentivi e disincetivi collegati al patto di stabilità interno”) e ha sottolineato che “In questo momento sotto la tensione del mercato c’è più o meno il 40% dell’area dell’euro. Questo non vuol dire che il caso dell’Italia sia un caso comune, non per liberarci dalle responsabilità, ma all’opposto vuol dire che non si tratta di un problema di un singolo Stato, ma della struttura complessiva dell’architettura europea.”

Tremonti e Draghi

Subito prima di Tremonti era stato il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, a parlare della manovra e a lanciare un monito affinché siano definite al più presto le misure necessarie per arrivare al pareggio di bilancio nel 2014: “Avendo anticipato le usuali scadenze, occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014″. Alle tensioni degli ultimi giorni che hanno interessato i titoli di Stato e i corsi azionari italiani, infatti, “ha contribuito l’incertezza sulle prospettive della finanza pubblica”.

E ha avvertito: “Esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l’impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli alle uscite”. In questo quadro, “se non si incide anche su altre voci di spesa, il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra nel 2013-2014 non potrà però evitare un aumento delle imposte”.

Sistema bancario italiano solido. “L’economia italiana sta beneficiando dell’espansione degli scambi internazionali. Trae vantaggio, rispetto a molti altri Paesi avanzati, dalla solidità del suo sistemo bancario”, ha sottolineato il Governatore, che ha ribadito che le banche italiane sono in grado di resistere anche nei momenti più difficili: “Le banche italiane hanno dimostrato e continuato a dimostrare capacità di resistenza e di reazione in tempi gravi: non solo durante la fase acuta della crisi finanziaria, ove le ha soccorse un modello solidamente ancorato al core business dell’attività bancaria; ma anche alla fase successiva, quando alla crisi è seguita una recessione profonda in tutti i Paesi avanzati, durissima in Italia anche perché veniva dopo un decennio di stagnazione a sua volta seguito da una ripresa più lenta che altrove”. Secondo Draghi, dunque, gli istituti italiani “supereranno ampiamente gli stress test i cui risultati saranno resi noti venerdì” perché “rispetto al 2008 sono molto più sani e meno carichi di pesi morti”.

Essenziali riforme strutturali. Draghi ha però ribadito la necessità di dare vita al più presto a riforme strutturali e ha ricordato che “per anni il costo del credito nelle varie parti dell’area euro non si è discostato significativamente da quello prevalente in Germania. Inoltre gli spread sui titoli sovrani rispetto al Bund tedesco sono rimasti a lungo su livelli modesti e i tassi praticati dalle banche hanno riflesso la credibilità di cui godevano i titoli pubblici dei paesi dell’euro”. Ma oggi, secondo Draghi, il panorama è cambiato: “non è né sarà più così: la solvibilità degli stati sovrani non è più un fatto acquisito, ma va guadagnata sul campo con una crescita alta e sostenibile, possibile solo con i conti in ordine”. E il costo del credito “riflette oggi questa nuova condizione: è più elevato per i paesi a bassa crescita e con finanze pubbliche deboli”. Dunque “il prestito di credibilità elergito dai paesi più forti dell’area euro è venuto a scadenza: dovremo crescere senza farvi conto. Quelle riforme strutturali invocate sono oggi ancora più essenziali”.

Intento comune per uscire dalla crisi. Solo con una profonda unità d’intenti l’Italia potra uscire dalla crisi, ha detto Draghi, che ha lanciato un appello alla coesione. “Disponiamo – ha detto – di risorse fondamentali che caratterizzano da sempre gli italiani: l’iniziativa individuale, la capacità di innovare, l’energia nel lavoro. Dobbiamo avere fiducia nelle possibilità di crescita della nostra economia. Dobbiamo trovare un intento comune, al di là degli interessi particolari e di fazione. Dobbiamo riscoprire un agire per il bene di tutti”. Il governatore è, comunque, ottimista:

il Paese può farcela. “Per procedere nell’azione di risanamento dei conti pubblici, per superare l’emergenza che oggi minaccia le prospettive dell’economia, per avviare l’Italia su un sentiero stabile di crescita”, rileva, “possiamo far leva su fattori favorevoli. Beneficiamo di un indebitamento del settore privato e di un debito netto complessivo del Paese verso l’estero entrambi contenuti. Le nostre banche sono solide; sono uscite senza danni rilevanti dalla crisi finanziaria che ha invece scosso grandi istituti esteri”.

http://www.repubblica.it/economia/2011/07/13/news/tremonti_-_draghi-19063580/

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