HomeBlogL’Europa cerca l’accordo a Bruxelles. Tanta la distanza

L’Europa cerca l’accordo a Bruxelles. Tanta la distanza

Scritto il -   - startbyzero

(repubblica.it) – Sei giorni per decidere le sorti dell’Europa. Prima l’incontro tra i ministri delle Finanze dell’Eurozona, prima il doppio vertice dei capi di governo domenica e mercoledì prossimo. Sullo sfondo i verdetti – insindacabili – dei mercati, lunedì e giovedì. Le Borse sono ottimiste, ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti. E l’intesa è lontana.

Grecia. Sul tavolo delle trattative c’è, al primo punto la dimensione dello “haircut” sui titoli ellenici. Dello sconto, cioè, che i sottoscrittori dei titoli di Stato greci dovranno riconoscere ad Atene sul valore nominale delle obbligazioni. A luglio era stata raggiunta un’intesa sul 21%, ma è evidente che sia ancora troppo poco. Le condizioni macro economiche sono cambiate – ha ribadito la troika – e gli aiuti non bastano più. Si fa largo quindi l’ipotesi di un taglio del valore nominale dei titoli (da scambiare con titoli a più lunga scadenza) di circa il 50%.

Un’operazione che ridurrebbe il debito del 20%. Il taglio deve però passare come un “atto volontario” altrimenti scatterebbe un’altra raffica di declassamenti da parte delle agenzie di rating. Inoltre, la divergenza di valutazioni tra Ue e Fmi sarebbe totale: la sesta “tranche” di aiuti da 8 miliardi di euro sarà sborsata, ma sul secondo prestito non si sa nulla.

Bruxelles

Banche. La questione degli istituti di credito si fonde con il taglio ai titoli di Stato della Grecia. Esiste un’intesa di massima sulla ricapitalizzazione della banche, un impatto stimato tra gli 80 e i 100 miliardi di euro. Ma che dipende proprio dallo stralcio che si farà dei bond di Atene. “Se andiamo verso una partecipazione più forte del settore privato sarà probabilmente necessario uno sforzo ulteriore” sulle ricapitalizzazioni bancarie, ha detto il ministro delle Finanze del belgio.

Fondo Salva Stati. Il punto di difficile è legato al ruolo del Fondo Salva Stati (Efsf). La questione dello ‘haircut’ è strettamente legata a tutti gli altri aspetti del negoziato: ruolo del fondo salva-stati (efsf), ricapitalizzazione delle banche, gestione della crisi greca. Per assicurarsi che le banche continuino ad acquistare i titoli degli stati è necessario offrire delle forti garanzie contro il rischio “default”. Da qui l’intenzione di utilizzare l’Efsf come “assicuratore” parziale delle nuove emissioni. Un problema per Paesi come Italia e Spagna che potrebbero avere un parte di debito non garantita (che richiederebbe un premio/rendimento più alto) e debito nuovo (parzialmente garantito). La Francia sta pensando di trasformare l’Efsf in una “banca” che possa accedere direttamente allo sportello della liquidità Bce, ma su questo punto c’è il veto di Germania e Bce.

E ancora, la Francia vorrebbe per il fondo una portata d’intervento il più ampia possibile senza dover passare da nuove garanzie ed evitando un massiccio intervento sulle banche francesi per evitare di perdere la tripla A sul debito sovrano.

Di certo se le garanzie fossero limitare non sarebbe credibili per il mercato. Insomma, tra Francia e Germania sarà un lungo braccio di ferro. Reso ancora più complicato dalle divergenze all’interno della maggioranza di governo di Angela Merkel.

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/10/21/news/l_europa_cerca…

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