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La Bce alza i tassi di interesse all’1,50% Stangata sui mutui

Scritto il -   - startbyzero

Torna a salire il costo del denaro: il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di alzare il tasso di riferimento all’1,50%, dopo l’intervento del 7 aprile che lo aveva portato all’1,25%. E’ la seconda variazione dal 7 maggio 2009, quando – in piena crisi economica – l’Eurotower portò il livello dei tassi al minimo storico, all’1%. Quella decisione rappresentava il settimo taglio consecutivo dall’ottobre 2008. La decisione di alzare i tassi è stata presa dai membri dell’Eurotower all’unanimità, ma non sono stati decisi altri interventi al rialzo a breve scadenza. La Bce “non assume mai impegni ex ante su possibili azioni future” sui tassi di interesse, ha detto infatti il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, rispondendo a una domanda sulle attese del mercato che punta a un altro aumento del tasso di riferimento dell’Eurozona entro fine anno. “Faremo tutto quello che sarà necessario per mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine”.

Francoforte, ha garantito Trichet, monitorerà molto da vicino gli sviluppi inflazionistici, aggiungendo che, nonostante la decelerazione della crescita dell’area euro, “resta una spinta positiva” sulle economie dei Diciassette. Intanto, nell’immediato futuro l’inflazione, ha detto Trichet, resterà “nettamente superiore” al 2%, che è il target non ufficiale della Bce, e si manterrà a questo livello “anche nei prossimi mesi”. Trichet ha spiegato che a influire sul trend dei prezzi saranno soprattutto i prezzi dell’energia e delle materie prime. I rischi sulle prospettive di inflazione “restano in aumento”. L’indice si è attestato al 2,7% annuo in giugno, invariata da maggio. La congiuntura economica nell’Eurozona “resta positiva” anche se “una certa decelerazione della crescita è emersa nel secondo trimestre”, ha poi detto Trichet, aggiungendo che l’incertezza sulle prospettive economiche “è sempre elevata”.

Quanto alle misure che sta prendendo l’Italia sul fronte economico con la Manovra finanziaria, il numero uno dell’Eurotower ha detto che “sono buone, vanno nella giusta direzione”. Mentre a proposito di un default selettivo sul debito della Grecia il governatore ribadisce il suo no, e a chi gli chiede cosa pensi del modello francese per il coinvolgimento delle banche, risponde che “spetta ai governi discutere con i creditori privati”. In linea generale, ha continuato Triche, i governi “devono agire in anticipo”. Senza entrare nel merito dei singoli paesi, Trichet ha invitato i governi a “impegnarsi per le riforme strutturali” e a superare “le eccessive rigidità”. Pressato da domani sulla situazione dei conti pubblici dei singoli Paesi come il Portogallo, la Grecia e l’Irlanda, Trichet ha poi voluto togliersi un sassolino dalla scarpa: “Devo ricordarvi – ha detto ai giornalisti – che noi siamo responsabili per la politica monetaria e la stabilità dei prezzi per 330 milioni di persone. Queste sono domande che devono essere fatte ai governi. Loro sono i responsabili”.

BCE palazzo

Lo scenario attuale dei conti pubblici nell’Eurozona “è irto di difficoltà e richiede azioni decise – ha ripreso -. Come minimo, i Paesi dell’Eurozona devono centrare gli impegni di consolidamento per quest’anno e oltre, come previsto dalle rispettive procedure per deficit eccessivo”. L’aumento dei tassi deciso dalla Bce “avrà ricadute su circa 2,3 milioni di famiglie” che si sono indebitate a tasso variabile, come avvertono Federconsumatori e Adusbef Le elaborazioni delle due associazioni a tutela del consumatore mostrano, si legge nel comunicato, “come le rate dei mutui indicizzati subiranno una maggiorazione di 11 euro al mese (132 euro l’anno) per un mutuo decennale di 100mila euro a tasso variabile, che passa dal 2,75 al 3%, con il costo della rata mensile che passa da 954 a 965 euro”. Maggiori oneri anche per un mutuo di 100mila euro di durata ventennale “che passa da 542 euro al mese a 554, con un aumento di 12 euro mensili (144 euro l’anno). Se poi la durata è trentennale, si passa da una rata di 408 a 421 euro mese (+156 euro l’anno)”.

Ma ancora peggio, aggiungono le due organizzazioni, va ai mutuatari con prestiti da 200mila euro a 10 anni a tasso variabili: “Le loro rate passano da 1.908 euro mensili a 1.930 (+22 euro al mese, +264 euro annui) nella migliore delle ipotesi”. Stangata ancora più dura per un mutuo trentennale di 200mila euro, fanno sapere, “con la rata mensile che passa da 816 euro a 842 euro (+26 euro mensili, pari a +312 euro l’anno)”. Inoltre, l’aumento dei tassi, sottolineano Federconsumatori e Adusbef “comporterà maggiori oneri per rinnovare lo stock dei titoli del debito pubblico. Dal 15 luglio a fine 2011, occorrerà rinnovare 130,202 miliardi di euro di titoli in scadenza”, “con un aggravio di 325,5 milioni di euro di maggiori interessi per il 2011″.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/economia/articoli/1014860/la-bce-alza-i-tassi

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