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Introduzione e piccola Storia dell’Euro (wikipedia)

Scritto il -   - startbyzero

Il percorso dell’Euro: le origini della nuova moneta unica vanno ricercate nei Trattati, elaborati e firmati dai membri del Consiglio Europeo, composto dai Capi di Stato o di Governo di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea (UE), e successivamente ratificati da ciascun Paese conformemente alle procedure legislative nazionali. I governi degli Stati membri sono dunque gli artefici dell’Euro, il cui nome è stato adottato dal Consiglio Europeo di Madrid del dicembre 1995. Il Trattato di Roma (1957) diede avvio alla creazione del mercato comune europeo con l’obiettivo di accrescere il benessere economico e di contribuire ad “un’unione sempre più stretta fra i popoli europei”.

L’Atto Unico Europeo (1986) ed il Trattato sull’Unione Europea (1992) concorsero alla realizzazione di tale obiettivo dando vita all’Unione economica e monetaria e gettando le basi per la moneta unica. La Terza fase della UEM ha avuto inizio il 1° gennaio 1999, con la fissazione dei tassi irrevocabili di conversione delle valute partecipanti. A partire da questo momento, gli Stati membri dell’area dell’euro hanno iniziato a condurre una politica monetaria comune, l’euro è stato adottatto come moneta scritturale e le 11 valute degli Stati membri partecipanti ne sono diventate espressioni nazionali. La Grecia è entrata a far parte della UEM il 1° gennaio 2001, portando a 12 gli Stati che hanno introdotto le monete e le banconote in euro.

La Banca Centrale Europea (BCE), istituita il 1° giugno 1998, ha sede a Francoforte, in Germania. Essa ha il compito di mantenere la stabilità dei prezzi e di condurre una politica monetaria unica per tutta l’area dell’euro. Gli Stati membri: dei diversi Paesi facenti parte dell’Unione Europea, dodici hanno aderito subito alla moneta unica, mentre altri, come la Repubblica di San Marino, Città del Vaticano ed il Principato di Monaco, utilizzano l’Euro pur non facendo parte dell’Unione.

Europa

I dodici Stati membri dell’Unione in cui attualmente è in uso l’Euro, sono l’Austria, il Belgio, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, l’Olanda, il Portogallo e la Spagna. La Danimarca, la Svezia ed il Regno Unito sono membri dell’Unione Europea, ma attualmente non fanno parte dell’area dell’euro. Per i 10 Paesi (Slovenia, Polonia, Ungheria, Rep. Ceca, Malta, Cipro, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia) che dal 1° maggio 2004 sono entrati a far parte dell’UE, l’ingresso nell’Euro è pevisto solo nei prossimi anni.

Le monete: le monete in Euro sono entrate in circolazione il 1° gennaio 2002. Le otto monete in euro hanno dimensioni, colore e spessore differenti a seconda del loro valore, che è rispettivamente di 1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi e di 1 e 2 euro.

Luc Luycx, della Zecca Reale del Belgio, è risultato vincitore del concorso europeo per la progettazione delle monete in euro. Ciascuna delle 8 monete, valide in tutti i paesi membri, ha una faccia comune europea e una faccia nazionale. Sulla faccia comune della serie di 8 monete sono raffigurate tre diverse carte geografiche dell’Europa circondate dalle 12 stelle dell’Unione europea. Sulla faccia nazionale delle monete è impressa un’immagine prescelta da ciascun paese partecipante, anch’essa posta nella cornice delle 12 stelle dell’Unione europea.

(Wikipedia) – Storia dell’introduzione dell’euro.

L’euro, attualmente valuta comune di diciassette stati membri dell’Unione europea, fu introdotto per la prima volta nel 1999 (come unità di conto virtuale); la sua introduzione sotto forma di denaro contante avvenne per la prima volta nel 2002, in dodici degli allora quindici stati dell’Unione. Negli anni successivi la valuta è stata progressivamente adottata da altri stati membri, portando all’attuale situazione in cui diciassette dei ventisette stati UE (la cosiddetta Zona euro) riconoscono l’euro come propria valuta legale. Le modalità di transizione dalle monete locali all’euro vennero stabilite dalle disposizioni del Trattato di Maastricht del 1992 relative alla creazione dell’Unione economica e monetaria. Per poter partecipare alla nuova valuta, gli stati membri dovevano rispettare i seguenti criteri, informalmente detti parametri di Maastricht:

  • un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo;
  • un rapporto debito/PIL inferiore al 60%;
  • un tasso di inflazione non superiore di oltre 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione;
  • tassi d’interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione;
  • appartenenza per almeno un biennio al Sistema monetario europeo.

Nella fase iniziale di accettazione, vennero compresi anche gli stati membri i cui parametri avevano dimostrato la tendenza a poter rientrare nel medio periodo all’interno dei criteri stabiliti dal Trattato. In particolare, all’Italia e al Belgio fu permesso di adottare subito l’euro anche in presenza di un rapporto debito/PIL largamente superiore al 60%.

Fra i paesi che avevano chiesto l’adesione alla moneta unica sin dal suo esordio, la Grecia era l’unica che non rispettava nessuno dei criteri stabiliti; fu comunque ammessa due anni dopo, il 1º gennaio 2001, e l’introduzione fisica della nuova valuta nel paese avvenne contemporaneamente rispetto agli altri undici paesi, il 1º gennaio 2002.

Continua su http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell’introduzione_dell’euro

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