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Manovra finanziaria, un dietrofront sulle pensioni

Scritto il -   - startbyzero

Giornata di impasse, oggi, per i lavori sulla manovra in Senato. La Commissione Bilancio di Palazzo Madama si è riunita ma senza fare nessun voto, in attesa degli emendamenti del governo. In mattinata è arrivato il dietrofront sulle pensioni, in particolare sulla norma che escludeva dal computo degli anni quelli riscattati per la laurea o per il servizio militare. Allora tutto di nuovo aperto perché, se si vorrà eliminare il contributo di solidarietà e alleggerire i tagli ai Comuni, serviranno nuove coperture. Potrebbero arrivare con nuove norme di lotta all’evasione. Gli emendamenti a questo punto sono attesi per domani, intorno alle 15, come comunicato sia dal sottosegretario all’Economia Antonio Gentile sia dal relatore alla manovra e presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzollini (Pdl).

Oggi in Senato è slittata anche la conferenza dei capigruppo: prevista in un primo momento per oggi alle 16, si terrà invece domani alle 17. L’approdo della manovra in Aula sarebbe previsto per lunedì 5 settembre alle 18 ma uno slittamento dei tempi, in una situazione in cui non è stato fatto ancora nessun voto, non può essere escluso. Ma in una riunione con i capigruppo di maggioranza e con gli esponenti del governo, che si è tenuta oggi a Palazzo Madama, il presidente Renato Schifani ha sollecitato maggioranza e governo a presentare in “tempi immediati” le proposte emendative per consentire alla Commissione di averne piena conoscenza e tempi adeguati di dibattito.

L’opposizione ha protestato e in serata tutti i capigruppo sono andati dal presidente del Senato. Il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, ha sottolineato: “Noi siamo per accelerare i tempi, perchè la situazione è seria” e il richiamo del presidente del Senato, Renato Schifani, si rifà “a un principio di responsabilità nella consapevolezza dell’irresponsabilità del governo”. Oggi in pratica è arrivato solo un “assaggio” delle proposte di modifica che sono attese da parte dell’Esecutivo: la riorganizzazione degli uffici giudiziari. C’è in questa direzione una proposta del Pd ma il governo ha presentato il suo emendamento. “La revisione degli uffici giudiziari – ha sottolineato Azzollini – può dare enormi risparmi che rafforzeranno la manovra”. Domani i lavori riprenderanno in mattinata proprio sulla riorganizzazione dei tribunali ma le novità su contributo di solidarietà, enti locali, lotta a evasione, saranno all’esame della Commissione.

Pensioni

La Lega è tornata a dire no a interventi sul sistema previdenziale, ma da più parti nella maggioranza si chiede di non considerare tabù le pensioni. In particolare il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta ha sottolineato la necessità di affrontare la questione dell’età di vecchiaia delle donne nel settore privato (escono a 60 anni a fronte dei 65 anni degli uomini e delle donne della pubblica amministrazione a partire dal 2012) ma di riforma del sistema hanno parlato anche i ministri Franco Frattini e Giorgia Meloni. In particolare Brunetta ha messo a punto una serie di ipotesi tra le quali emergono, oltre all’aumento a partire dal 2012 dell’età necessaria per l’uscita per vecchiaia delle donne (sei mesi ogni anno con l’andata a regime a 65 anni nel 2021) anche l’inasprimento delle regole per l’accesso alla pensione di anzianità (un anno di età ogni anno, dal 2012 al 2015) e l’aumento dell’aliquota contributiva per i lavoratori parasubordinati portandola al livello di quella dei dipendenti nel 2013 (al 33%).

Se però appare molto difficile che si aumentino ancora le aliquote dei lavoratori parasubordinati (già cresciute molto in questi anni), appare probabile l’apertura di un confronto sull’età di vecchiaia delle donne nel settore privato, misura questa che appare effettivamente di equità soprattutto a fronte dell’innalzamento già previsto nel settore pubblico). Secondo calcoli dei tecnici sui quali si sta interrogando il Governo l’innalzamento immediato da 60 a 65 anni porterebbe un risparmio nel triennio 2013-2015 di 3,5 miliardi mentre a fronte di un intervento più soft come l’innalzamento di un anno ogni due (quindi 61 anni nel 2012, 62 anni nel 2014 ecc) porterebbe sempre nel triennio 2013-2015 risparmi per circa 2,2 miliardi.

No interventi sulle pensioni ma per la previdenza si potrebbe aprire a breve, magari già in autunno, un tavolo nel tentativo di andare a una riforma strutturale. Dopo l’accantonamento deciso questa mattina della misura che prevedeva l’esclusione degli anni di università e di servizio militare riscattati dal calcolo dei 40 anni necessari per l’accesso alla pensione di anzianità senza limiti di età il Governo infatti avrebbe deciso di non intervenire ulteriormente sulla materia, ma è probabile che si apra un nuovo fronte una volta approvata la manovra.

Fonte: http://www.iltempo.it/politica/2011/08/31/1282180-manovra_dietrofront

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