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Il ministro degli Esteri Frattini: no all’asse franco-tedesco

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(ilcorriere.it) – Una riunione dell’Ecofin e dell’Eurogruppo si terranno prima del vertice europeo che è stato posticipato a domenica 23 ottobre. Lo ha scritto in una nota il presidente permanente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Contro l’ipotesi di slittamento si era già espresso il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che aveva criticato l’ipotesi di un rinvio.

«Dopo un giro di consultazioni la scorsa settimana e durante il week end – si legge nella comunicazione di Van Rompuy – fra gli altri con i presidenti della Commissione e dell’Eurogruppo, sugli sviluppi nell’Eurozona, ho deciso di convocare il Consiglio europeo e il vertice dell’Eurozona una settimana più tardi, domenica 23 ottobre. Questa data consentirà di finalizzare la nostra strategia complessiva sulla crisi del debito sovrano nell’Eurozona e su una serie di temi collegati».

L’ASSE BERLINO-PARIGI – Frattini aveva riservato parole critiche anche a Francia e Germania, che domenica hanno ricominciato a ragionare in termini di asse sulle politiche europee. «Noi pensiamo che una situazione globale non si risolve con assi bilaterali» ha sottolineato il titolare della Farnesina con esplicito riferimento all’incontro domenicale tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Ma fonti diplomatiche francesi citate dall’Ansa hanno subito voluto stemperare le parole di Frattini: «La Francia e la Germania non hanno nessuna vocazione ad essere il Direttorio della Ue e non agiscono contro gli altri Stati membri».

«Noi discutiamo con i nostri amici tedeschi le soluzioni che ci sembrano più opportune, ma non imponiamo agli altri le soluzioni a due», hanno precisato le fonti. «L’iniziativa franco-tedesca non è diretta contro i partner e non c’è nessuna vocazione al Direttorio», hanno precisato, ricordando il recente incontro a Bordeaux tra il ministro Frattini e il suo collega francese Juppè. «Noi abbiamo sempre discusso e lavorato bene con l’Italia», hanno concluso.

Franco Frattini

IL SOSTEGNO DI OBAMA – Non solo: secondo l’Eliseo ci sarebbe anche l’investitura della Casa Bianca alla decisione di Parigi e Berlino di prendere l’iniziativa sul fronte anticrisi. Il presidente americano Barack Obama, rende noto la presidenza francese, ha chiamato il presidente francese Nicolas Sarkozy per parlare della crisi del debito in Europa e ha apportato il «suo pieno sostegno alla strategia definita» dalla coppia franco-tedesca per tentare di controllarla. Nel corso della conversazione telefonica, nel pomeriggio, Sarkozy «ha presentato i risultati del suo incontro a Berlino del 9 ottobre con la cancelliera Angela Merkel» e ha «sottolineato che la Francia e la Germania hanno accettato di trovare una soluzione globale e duratura alle difficoltà della zona euro prima del summit del G20 di Cannes» del 3 e 4 novembre.

IL VERTICE SUGLI AIUTI – Parlando dell’ipotesi dello slittamento del vertice dopo la riunione dei colleghi dei 27 a Lussemburgo, Frattini aveva dapprima espresso l’auspicio che «questo non accada, perché francamente di tutto l’incontro di ieri non siamo riusciti a comprendere quale sia stato il succo, non c’era un’agenda dichiarata, ma non sappiamo neanche se c’era un’agenda sostanziale». Premesso questo, il titolare della Farnesina aveva poi detto di augurarsi che «il Consiglio europeo, che sia la prossima settimana o il 22 o il 23, quando sarà, adotti misure concrete e affermi non solo in modo solenne ma in modo molto puntuale quando sarà rilasciato il pacchetto per la Grecia», quello approvato al vertice di Bruxelles del 21 luglio scorso.

GRECIA – Secondo il ministro, «sarebbe molto meglio rilanciare questo metodo realmente comunitario, che faccia sedere tutti i Paesi membri intorno al tavolo del Consiglio». E soprattutto, ha ammonito Frattini, è importante che «non si perda tutto questo tempo, con il rischio di far fallire la Grecia: non dimentichiamoci che, tra le riunioni della troika che si susseguono ed il rinvio del pacchetto di aiuti, se l’allarme che già esiste si dovesse tradurre nella percezione che questo pacchetto non arriverà, le conseguenze sarebbero devastanti per l’Europa».

Fonte: http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_10/frattini-asse-europeo_9c28e480…

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