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Goldman Sachs incominciano ad uscire alcuni problemini

Scritto il -   - startbyzero

A quanto pare incominciano ad esserci dei problemi dove fino ad ora erano stati creati solo agli altri. Ultimamente in internet si susseguono notizie sulla Goldman Sachs non del tutto positive, a quanto pare la struttura che predica etica nel mondo ha i suoi scheletri nell’armadio. Ma in fin dei conti poteva essere qualcosa di diverso ? Bisognava aspettare le affermazioni di un ex dipendente per capire che gli interessi personali vengono prima di quelli del cliente ? Non lo so, lascio a voi la sentenza e la lettura di questi articoli presi dal web.

( la repubblica ) - Le accuse contro Goldman Sachs preoccupano i vertici

La Goldman Sachs per ora minimizza, ma i suoi dirigenti potrebbero finire per pagare di persona l’attacco senza precedenti che hanno subito. E’ il parere del Financial Times, all’indomani del “j’accuse” di Greg Smith, un banchiere di medio livello che lavorava negli uffici di Londra della grande banca d’investimenti americana, dimessosi dal suo incarico scrivendo un articolo sul New York Times di aperta denuncia dei metodi e della morale dei suoi superiori, accusati di mettere gli interessi della Goldman davanti a quelli dei clienti e di avere creato una cultura “tossica”. Fonti vicine al consiglio di amministrazione della banca, scrive oggi il quotidiano della City, hanno espresso “preoccupazione” per l’articolo. In privato, altri banchieri della Goldman sollevano dubbi sull’operato del gruppo dirigente, continua il Ft, notando che le accuse di Smith non sono nuove ma che è la prima volta che provengono dall’interno della società. ( continua… )

Goldman Sachs

( il sole 24ore ) - Goldman sotto attacco negli Usa sull’etica

Una banca che non conosce l’etica, «un clima lavorativo tossico e distruttivo», clienti trattati come «muppets», pupazzi. Sono parole che bruciano quelle usate ieri da Greg Smith, dirigente di Goldman Sachs, nel giorno delle sue dimissioni. Da dodici anni in forza al colosso bancario americano nella sede di Londra, il manager ha scelto come cassa di risonanza per il suo sfogo le pagine del New York Times, dove ha pubblicato un caustico commento. «L’interesse dei clienti è sempre più marginale nelle azioni della società, che pensa solo a fare soldi», scrive, prendendo Wall Street in contropiede. Goldman non è stata a guardare e ha subito preso le distanze. Prima con le parole di un portavoce («il punto di vista espresso non rispecchia il modo in cui agiamo. Il successo dei clienti è il cuore del nostro business», si leggeva in una nota). Quindi con una risposta formale, arrivata con una lettera ai dipendenti, firmata dall’amministratore delegato Lloyd Blankfein e dal direttore operativo Gary Cohn.  ( continua… )

( wall street italia ) - Goldman Sachs: crisi ed esodo in massa dei dirigenti

Un vero e proprio esodo di dirigenti. E’ quanto sta sperimentando il colosso bancario americano Goldman Sachs, che negli ultimi mesi ha assistito a diverse defezioni, a un ritmo che non si vedeva da 13 anni. Motivo? La necessità della banca di tagliare i costi, in un momento caratterizzato dall’arrivo di una nuova regolamentazione sul settore e dal rallentamento dell’economia globale, che sta divorando i propri profitti. Tanto che, alla fine, anche i bonus non sono più quelli di una volta. Gli ultimi rumor parlano della possibile dipartita dello stesso numero uno Lloyd Blankfein, che potrebbe lasciare Goldman questa estate. Blankfein è uno dei pochi amministratori delegati dei big di Wall Street, che hanno mantenuto la loro poltrona dopo la crisi finanziaria del 2008. Ma a parte i rumor, sono molti i senior che stanno abbandonando Goldman Sachs: l’ultimo è stato Claim Howard Wietschner, 44 anni: la sua dipartita si unisce a quella di almeno altri 50 soci che hanno deciso di lasciare il colosso nell’arco degli ultimi mesi.  ( continua… )

(voci dalla strada ) - Come Goldman Saschs ha truccato i conti di Atene

Ci sono aziende che rubano in nome della corona imperiale per la quale lavorano senza che mai capiti loro qualcosa. La Goldman Sachs è una di queste. La banca d’affari statunitense ha riempito le sue arche con un bottino di 600 milioni di euro (800 milioni di dollari) quando aiutò la Grecia a truccare i suoi conti per avere i requisiti necessari per entrare a far parte dell’euro, la moneta unica europea. L’informazione che non è affatto una novità ma di cui, fino ad ora, non si conoscevano i particolari più succosi del meccanismo con il quale la Goldman Sachs ha ingannato a tutti i governi europei che hanno preso parte alla creazione della moneta unica e come ha evitato di rispondervi per questo di fronte alla legge. L’emblema dell’oligarchia finanziaria ha operato protetto da solide complicità nel seno delle istituzioni bancarie europee e dentro il potere politico, facendo di tutto per bloccare le indagini. Due dei protagonisti di questa mega truffa per la prima volta hanno parlato sulle transazioni coperte con le quali Atene ha nascosto l’enormità del suo debito. Si tratta di Cristoforos Sardelis, capo dell’ufficio gestione debito greco tra il 1994 e il 2004, e di Spyros Papanicolaou, l’uomo che lo sostituì fino al 2010. Il risultato dell’operazione è una gigantesca staffa che fece l’ipotetico salvatore, in questo caso la Goldman Sachs, l’operatore del fallimento della Grecia e di buona parte dell’Europa. Se si contano soltanto le banche francesi, l’avventura greca è costata 7000 milioni di euro.: BNP Paribas ha perso 3,2 milioni, il Credit Agricole 1,3 milioni, la Societè General 892 milioni, BPCE 921 milioni e il Credit Mutuel 359 milioni. Questo è solo quanto è costato al sistema bancario francese: i popoli hanno pagato e … ( continua… )

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