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Forex Mercato Valute.org – Non solo l’euro contro il dollaro

Scritto il -   - startbyzero

Il mercato forex rispetto agli altri mercati è un mercato “che ha memoria”. Analizzando l’andamento dei macrotrend decennali, si evince che le grandi fasce di oscillazione hanno un ampiezza che non è mai superiore ai 50/60% punti percentuali, una fascia di oscillazione che potrebbe sembrare ampia, ma per un mercato finanziario, in un contesto di pochi decenni, è ben poco conto. Questa considerazione contribuisce a far si che le strategie operative delle grandi istituzioni finanziarie, le banche centrali, siano improntate allo sfruttamento di questa peculiarità, infatti è assai diffusa la strategia di accumulare posizioni di una valuta contro un’altra (nell’ambito delle valute principali) al fine di approfittare degli eccessi che ciclicamente si vengono a verificare per speculare nella direzione di un riassorbimento di questi.

Questa situazione si verifica da una quindicina d’anni, periodo nel quale il mercato dei cambi principali si è stabilizzato nei suoi margini di oscillazione e questo per espressa volontà delle banche centrali. L’accordo tra le maggiori banche centrali per non svalutare o rivalutare troppo, ha dato origine ad una sorta di “pax armata”, una nuova era del mercato dei cambi, incominciata dall’inizio degli anni 90. Il mercato forex dunque risulta “ingabbiabile”: è un mercato ciclico come quello dei tassi di interesse o delle commodities, a differenza di un qualsiasi indice che presenta caratteristiche non cicliche e dunque con “poca memoria”. Prima di arrivare a fare trading occorre individuare la valuta che presenti migliori opportunità operative, prestando attenzione chiaramente alle altre valute correlate. Partire dall’analisi del trend di lungo periodo con time frames mensili , può essere utile per tracciare delle linee di trend, di supporti e di resistenze significative per arrivare a dunque al trading su time frames minori.

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Eur/Usd Ricordiamo che sino alla nascita dell’euro, nel 1999, il tasso di cambio eur/usd era riferito al marco tedesco contro dollaro. Il rapporto di cambio tra Euro e Dollaro mostra negli ultimi 10 anni una ampia fascia di oscillazione tra 1.35 e 1.05; al raggiungimento del primo livello abbiamo assistito sia nel 1995 che nel 2005 a vendite di lungo termine di Euro, mentre intorno alla fascia 1.05 assistiamo ad acquisti di lungo termine di Euro. Il movimento sotto l’1.05, nell’analisi ciclica, viene considerato come una fase di eccesso, coincisa con l’immissione sul mercato valutario della moneta unica, eccesso riassorbito con la circolazione della moneta circolante a partire dal 2002. Difficilmente altri livelli nei prossimi anni il cambio potrà uscire da questi livelli.

Usd/Jpy dal 1991 Molto interessante è osservare la dinamica dell’andamento del tasso di cambio tra Dollaro e Yen nel lungo e lunghissimo periodo; la rivalutazione dello Yen dalla metà degli anni 80 in poi è passata da un livello di 260/270 fino ad arrivare, alla metà degli anni 90, al livello di 80. Da quel momento in poi siamo entrati “nell’epoca recente” e le quotazioni si sono stabilizzate tra i livelli di 100 e 125. Per integrare questa analisi può essere interessante notare come, nel lunghissimo termine, il superamento della resistenza dinamica, che al momento passa intorno a 135, potrebbe invertire la tendenza che da oltre 20 anni vede lo Yen rivalutarsi contro il $ Usa.

Eur/Jpy Per il cross Euro contro Yen valgono molte delle considerazioni precedenti sul Dollaro contro Yen. A queste possiamo aggiungere che l’inversione di lunghissimo periodo è avvenuta a cavallo tra il 2005 ed il 2006, in attesa di ulteriori conferme che si avranno al di sopra di area 145.00. La strada intrapresa sembrerebbe riportarlo verso area 165.00. Ciò nonostante nel medio lungo periodo la fascia di oscillazione attesa è quella tra i livelli di 125/145.

Gbp/Usd Il tasso di cambio GBP/USD presenta una fascia di oscillazione tra 1.40 e 1.90 facilmente identificabile. Interessantissimo notare che nel 2002 dopo 10 anni di forza di Dollaro, si è assistito ad un’inversione di lunghissimo termine a favore della Sterlina avvenuta in area 1.5500. Va anche sottolineata l’importanza dell’area 1.70/73, che sta fungendo da supporto a tutto il movimento di rialzo della Sterlina degli ultimi 5 anni.

Usd/Chf (Fonte www.fxstreet.com) Il tasso di cambio Dollaro contro Franco Svizzero negli ultimi 15 anni si è mosso in un’ampia fascia di oscillazione tra i livelli 1.15 e 1.80. Ogni qualvolta questo ha raggiunto una delle due fasce estreme ha invertito in maniera duratura, andando a raggiungere nuovamente l’estremo opposto.

Eur/Chf (Fonte www.fxstreet.com) Il cross eur/chf rispetto a quelli precedentemente analizzati è il più stabile che esista. Da notare la fascia di oscillazione degli ultimi 10 anni 1.44/67, fascia che, negli ultimi 3 anni, si è ulteriormente ristretta tra 1.51/57. Questo risulta essere uno dei pochissimi rapporti tra valute dove è interessante e non pericolosissimo lavorare in controtendenza, vendere quando sale e comprare quando scende. Per il cross Euro contro Sterlina valgono molte considerazioni fatte sopra. Con l’ingresso e la circolazione dell’Euro, per taciti accordi tra le banche centrali si è ristretta la fascia di oscillazione tra i livelli 0.65/0.71. Per il rapporto tra Sterlina Inglese contro Yen valgono le considerazioni fatte in precedenza per l’eur/jpy; anche in questo caso nel corso del 2005 è avvenuta un’inversione di lunghissimo periodo che ha sancito la fine della continua fase di rivalutazione dello Yen contro la Sterlina in area 200 aprendo spazi di rivalutazione per la sterlina sino all’area 245. Il cross Euro contro Dollaro Australiano presenta due evidenti aree di delimitazione tra1.88 e 1.52. Ogni volta vengono raggiunti questi livelli estremi, partono movimenti molto nervosi e veloci volti a riportare i prezzi all’estremo opposto.

Aud/Usd Analizzando il grafico a lungo termine tra la moneta australiana e quella statunitense, si osserva come l’area 0.80/85 costituisca per il dollaro australiano una barriera difficilmente sormontabile. E’ evidente come negli ultimi 3 anni stiamo assistendo ad una fase di distribuzione di dollari australiani: ill mercato trova, in questa fase, conveniente comprare dollari usa con rischi limitati. Il grafico della valuta australiana contro lo yen assomiglia molto al usd/jpy; nel lunghissimo termine il rapporto non ha ancora invertito contro l’indebolimento dello Ye:, questa rimane la fascia nella quale ancora conviene comprare Yen.

Eur/Cad Il rapporto tra Euro e Dollaro Canadese ha caratteristiche simile al precedente analizzato, ma la fascia di oscillazione è molto più ampia, sia in valore assoluto che in termini percentuali. Allo stato attuale le quotazioni volgono vicino al livello intermedio di supporto.

Usd/Cad Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito ad una progressiva e continua rivalutazione del Dollaro Statunitense nei confronti del Dollaro Canadese. Da notare che nel corso del 2005 è avvenuta un’inversione di tendenza che ha sancito la fine di questa rivalutazione di lungo termine.

Nzd/Usd Negli ultimi 15 anni occorre notare come il rapporto di cambio tra dollaro della Nuova Zelanda e dollaro Usa si sia mosso in una fascia compresa tra 0.50 e 0.70, però, tra il 99 ed il 2002, in concomitanza con i massimi che il dollaro Usa ha registrato contro tutte le valute del mondo, abbiamo assistito ad una rottura del supporto in area 0.50, che ha portato il tasso di cambio sino a dei minimi in area 0.40. Da questo livello è partita una velocissima e imponente rivalutazione del nzd, favorita anche dal differenziale dei tassi, che in quel periodo deponeva nettamente a favore della moneta della Nuova Zelanda.

Fonte: http://www.forexmercatovalute.org

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