Dopo l’entrata nella borsa del Nasdaq da parte di Facebook senza clamori annunciati, con il prezzo di collocamento uguale al prezzo di chiusura, come seconda giornata una perdita maggiore del 10% e cosí anche il giorno successivo, non é difficile capire che ci siano stati dei problemi circa la valutazione del prezzo di collocamento da parte di Facebook e Morgan Stanley. Proprio per questo motivo molti azionisti hanno incominciato una causa legale nei confronti di Facebook per aver sopravvalutato il prezzo delle azioni sapendo che in realtà non valevano quel prezzo. A quanto pare il fatto che la felpetta indossata da Mark a Wall Street non sia stata una cosa apprezzata incomincia a far vedere i suoi risultati. In ogni caso, a prescindere dalla varie conclusioni che possiamo fare, io penso che se è vero che Facebook è una grande storia di successo e che ha delle potenzialità incredibili è anche vero che non si può entrare in una borsa come il NASDAQ senza una strategia di lungo termine e chiaro il futuro del prodotto aziendale. Per un’approfondimento dell’argomento vi riporto alcuni articoli presenti nelle testate più importanti trovate su internet.
( tgcom ) - Facebook, parte la class action degli azionisti.
Un gruppo di azionisti ha promosso una class action contro Facebook e Morgan Stanley, la banca che ha curato il collocamento della società alla Borsa di New York. Secondo gli investitori non sarebbe stato loro comunicato che le stime di crescita del social network erano state “ridotte in modo significativo” dagli analisti prima dell’Ipo miliardaria. A gestire l’azione collettiva è lo studio di Robbins Geller, lo stesso che era riuscito ad ottenere 7 miliardi da Enron. ( continua … )
( wallstreetitalia ) - Rabbia azionisti contro Morgan Stanley e Mark Zuckerberg
New York – Azionisti in rivolta contro il mondo di Wall Street, esasperati da quei trucchetti che le grandi banche continuano a portare avanti a danno dei piccoli risparmiatori. L’ultimo caso che riempie le pagine dei giornali porta il nome di Facebook, ergo l’Ipo più attesa dell’anno che si è tradotta in un vero e proprio flop. Sul banco degli imputati Morgan Stanley che, prima dello sbarco in borsa del social network, responsabile dell’operazione di collocamento, ha tagliato le stime sui ricavi. Il sospetto e’ che ne abbia informato gli investitori … ( continua… )
( leggo ) – Facebook parte la causa collettiva contro Morgan Stanley
E adesso spunta anche la causa collettiva contro Morgan Stanley. La causa sarebbe stata avviata presso una corte distrettuale di Manhattan e a seguirla sarebbe lo studio legale Robbins Geller, lo stesso che era riuscito a ottenere risarcimenti per 7 miliardi di dollari da Enron. Separatamente, Philip Goldberg, investitore di Facebook, ha intentato causa contro Nasdaq Omx Group (la società che controlla il listino su cui è stato quotato il social network) con l’accusa di negligenza nella gestione degli ordini per i titoli di Facebook in seguito all’Ipo, fatto che avrebbe causato significative perdite agli investitori. Il 18 maggio, giorno del debutto di Facebook sul Nasdaq, ci sono stati problemi tecnici sugli ordini di acquisto, vendita o cancellazione (l’avvio degli scambi era stato ritardato di almeno mezz’ora, ma i problemi erano continuati anche dopo l’avvio degli scambi). Lo studio legale Geller Rudman & Dowd ha annunciato di aver presentato una class action in un tribunale di New York «da parte degli investitori che hanno acquistato i titoli Facebook in occasione del suo ingresso in Borsa il 18 maggio». ( continua … )
( ilmessaggero ) - Facebook nella bufera: class action contro Zuckerberg.
Un investitore di Facebook ha fatto causa al Nasdaq, accusandolo di aver «mal gestito» l’ingresso in borsa di Fb. Si tratta – riporta l’agenzia Bloomberg – di Philip Goldberg, investitore del Maryland, che nei documenti depositati a un tribunale di Manhattan afferma di aver cercato di ordinare e anche cancellare gli ordini per i titoli Facebook ma senza successo in quanto gli ordini non sono stati propriamente eseguiti. Il Nasdaq ha incontrato problemi tencici nell’avvio degli scambi di Facebook che sono stati ritardati di mezz’ora venerdì scorso, all’esordio in Borsa. Il Nasdaq ha ammesso di aver incontrato difficoltà anche ( continua… )
