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Facebook e Nasdaq: Thomson Reuters le azioni valgono 10$

Scritto il -   - Massimo Della Rovere

L’entrata in borsa di Facebook sicuramente non è stata l’operazione più interessante che possiamo ricordare, gli elementi di un risultato storico c’erano tutti, la capitalizzazione più alta del Nasdaq e la grande aspettativa che questo social network diventasse anche qualcosa di più e che grazie al numero immenso di iscritti potesse diventare una macchina di soldi incredibile. Purtroppo è passato qualche mese, ma questo grande risultato atteso non è arrivato, anzi molte persone per il momento hanno perso tanti soldi e addirittura in USA si stanno formando delle class action che mettono in dubbio l’imparzialità delle società di rating sul calcolo del valore iniziale durante l’IPO. Se vuoi approfondire leggi articolo Facebook IPO gli azionisti creano una nuova class action.

Il titolo entra in borsa con un valore di circa 38$ per arrivare in pochi giorni ad un valore di 25$ e perdere una parte di capitalizzazione enorme, per buona sorte degli investitori iniziali, il titolo ultimamene ha recuperato sensibilmente impostandosi ad un valore odierno di 31$.

Normalmente, dopo una quotazione così importante, la società quotata mette in atto una serie di strategie commerciali ed acquisizioni che dovrebbero aumentare la fiducia degli investitori, nel caso di Facebook questa azione è molto debole ed ultimamente non mancano critiche sulla bassa qualità di idee strategiche e si fanno avanti alcune delusioni sui risultati generali. Senza contare la preoccupante dichiarazione di Thomson Reuters che attesterebbe il valore reale dell’azione intorno ai 10$, qui potete trovate l’articolo originale in inglese.

Thomson Reuters per arrivare a questo valore ha usato un metodo di analisi chiamato Starmine, il risultato di questa analisi posizionerebbe Facebook nelle prime posizioni delle compagnie con una percentuale più alta di prospettive peggiori, infatti su un campione di 4900 Aziende Nord Americane, il 98% di queste compagnie avrebbe prospettive migliori di Facebook.

If you look at Facebook’s starting valuation versus the amount of revenue and income they generate, and you compare it for example to Google and what it was generating at the time, a valuation under $10 makes a lot of sense assuming Facebook’s prospects are as unknown as Google’s were at the time.” said Michael Quigley, Wedgewood Partners in St. Louis.

Vi riporto qui di seguito alcuni recenti articoli presenti in internet che non aiutano sicuramente il titolo di facebook ad arrivare ai risultati eccezionali che erano stati previsti.

Sondaggio Facebook su Assodigitale: Il sondaggio evidenzia che quattro su cinque degli utenti Facebook intervistati dichiarano di non essere influenzati nelle loro decisioni d’acquisto da commenti e pubblicità sul social network. Sempre questo sondaggio rivela che il 34% degli intervistati dichiara di passare meno tempo su Facebook privilegiando nuovi siti e nuovi social netwrok, mentre solo il 20% degli utenti Facebook sostiene di avere increrementato il tempo che passa sul social network. (continua a leggere…)

Video su Facebook che Noia su Repubblica.it: Primi segni di stanchezza dopo otto anni di successi e di crescita inarrestabile per il social network di Marc Zuckerberg, che sta vivendo un periodo di alti e bassi dopo la travagliata quotazione in Borsa. (guarda il video)

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Facebook un’adulto su tre si annoia su itespresso: Nel frattempo Facebook sta esplorando la modalità per consentire ai bambini sotto i 13 anni di entrare nel social network, oggi maggiormente protetti dalla normativa per la tutela della privacy. Ancora Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, non ha preso una decisione finale, visto che i dati degli ultra-minorenni non dovrebbero essere visibili, e ricadono sotto l’ombrello protettivo del Children’s Online Privacy Protection Act, datato 1998. Se Facebook aprirà ai minori di 13 anni, non potrà accontentarsi dell’ok dei genitori, ma dovrà costruire un sistema-privacy ad hoc. (continua…)

Potrei continuare ad elencare altre decine di articoli, ma non è questo il punto. La cosa che bisogna imparare è che se un’azienda è grande e in pieno successo non vuol dire che abbia per forza delle buone aspettative future. In ogni caso è anche vero che possiamo fare tutte le analisi del caso ma il futuro è sempre pronto a darci dei risultati inaspettabili.

Autore:
Massimo Della Rovere
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http://startbyzero.com/
Nato a Roma nel 1968, appassionato di informatica, programmatore e sistemista su IBM iSeries, esperto in procedure web con PHP e MySQL, grande utilizzatore dei prodotti Google, Linux, Wordpress ed Amazon AWS. Attualmente vive in Perù nella città di Lima, da dove porta avanti il suo progetto favorito riguardante il blog multitematico di startbyzero.com. Per contattarlo basta seguirlo sul profilo pubblico presente nel social network di google+.

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