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Economia della Grecia in forte difficoltà, un futuro incerto

Scritto il -   - Massimo Della Rovere

La situazione Greca sembra un’agonia senza fine, la situazione è così grave che ormai gli stati membri dell’Europa vogliono delle garanzie solide sulla ristrutturazione dei debiti e dei costi prima di elargire altre consistenti somme di denaro. Il bello della storia è che nessuno sa se serviranno a qualcosa o nella migliore delle ipotesi quanto dureranno. Purtroppo, questo è proprio uno di quei momenti dove la distanza tra economia e bisogni sociali fa vedere la sua differenza.

Quando la situazione economica sta apparentemente bene e le persone riescono a soddisfare i loro bisogni sociali, non interessa a nessuno se ci sono gli sprechi o il debito aumenta, basta stare bene, quando l’economia collassa invece nessuno vuole rinunciare a quello che ha, e qui purtroppo nasce il vero problema. Argentina, Grecia, in parte Italia e altri paesi Europei sono il sintomo di una stessa malattia, vivere una vita sociale senza preoccuparsi più di tanto e con la dovuta attenzione di chi ci governa e di come vengono spesi i soldi di uno stato, e peggio ancora nessuno che si ferma a pensare di fare qualche sacrifico quando il debito pubblico avanza, bisogna sempre aspettare l’inevitabile, il baratro, l’ultimo miglio, altrimenti non si sveglia mai nessuno.

La politica del mondo ormai pensa solo al consenso, è diventata come una televisione, l’unica cosa che conta è lo share, perchè trasmettere programmi di qualità o di cultura se non hanno share ? La politica si è adeguata, sempre a dire sì, sempre a risolvere i problemi di tutti, non importa se ci saranno i soldi per farlo, abbassiamo le tasse, aumentiamo le pensioni, assumiamo posti nella struttura statale, soldi per la ricerca, soldi per questo, soldi per quest’altro etc,etc.

Gli evasori non perdiamo tempo neanche a cercarli tanto c’è il debito che ci aiuta, aumentiamo il debito e accontentiamo tutti, molto consenso e poca impopolarità, che bel gioco!  Però se è così semplice emettiamo un pò di titoli di stato, così ci paghiamo auto blu, stipendi d’oro, pensioni esagerate e rimborsi elettorali, che possono sempre servire a comprare qualche casa a Roma o Milano, tanto i tesorieri non li controlla nessuno. Tutto questo sono anni che succede in Italia come in Grecia, ma in Piazza non è mai andato nessuno. Perche ?

Semplice, ancora non sono stati toccati i bisogni primari personali.

Purtroppo, un giorno arriva qualcosa di inaspettato, quel mostro chiamato mercato, spread, titoli di stato e tutto quello che ci volete mettere dentro, si è stufato di comprare debiti e dare liquidità ad un sistema che non controlla più il rapporto tra entrate e uscite. Cosa succede ?

La politica tanto per cominciare scappa, nessuno oggi sia destra che sinistra ha la capacità di governare in un momento dove bisogna chiedere sacrifici, sanno governare tutti quando si può dare e migliorare le cose a qualcuno, ma mai togliere. Noi conosciamo bene questi aspetti della politica Italiana, pensate che la Grecia ha fatto un percorso diverso ? Neanche per sogno, se seguite anche poco le cronache dell’economia Greca vedrete le stesse identiche cose che caratterizzano il nostro bel paese, corruzione a tutti i livelli statali, sprechi di denaro incalcolabili, debito lasciato andare completamente per la sua strada, come si dice a Roma “a ruota libera”.

In ogni caso La Grecia c’è la farà ? L’italia può fare la stessa fine ? Il destino economico sia della Grecia che in forma diversa dell’Italia non è purtroppo prevedibile, l’unica cosa certa su cui dobbiamo farci una ragione è che le cose non dipendono più da noi,  non è più un governo tecnico o non tecnico che potrà decidere sul da farsi, la parola è passata inesorabilmente nelle mani dei nostri creditori, e come se siamo andati in migliaia per anni in un ristorante e abbiamo sempre fatto segnare, poi arriva il giorno del conto, una cifra enorme, a questo punto possiamo anche litigare su chi ha mangiato di più, chi non ha mangiato per niente, chi se portato tutti i parenti della numerosa famiglia, ma in ogni caso c’è un conto da pagare comunque la pensi.

Alcuni articoli presenti in internet su questo argomento

Crisi in Grecia

(tgcom) - L’economia greca è al collasso - Non c’è alternativa al piano di austerità

La situazione della Grecia è arrivata a un punto cruciale. Se il piano di austerità varato dal governo non venisse approvato dal Parlamento, le conseguenze per il paese ellenico sarebbero drammatiche: la bancarotta del governo, così come quella della banche, risulterebbe inevitabile. Se il piano del governo greco per salvare il Paese dovesse fallire, il primo ministro Papademos ha dichiarato che ne seguirebbe la chiusura delle banche e degli uffici governativi. Nel concreto questo vuol dire che, dall’oggi al domani, i greci dovrebbero dire addio agli stipendi, ai salari e ai risparmi di una vita. Incalcolabili poi i danni per le aziende: moltissime imprese sarebbero costrette a dichiarare fallimento. La Germania, tramite il ministro Schauble, ha messo in luce che, se non ci saranno cambiamenti, il debito pubblico greco nel 2020 non sarà il 120% del Pil (come da previsione), ma il 146%, e cioè un livello del tutto insostenibile per chiunque. A quel punto la Grecia rischierebbe di dover definitivamente abbandonare l’Unione Europea, con conseguenze drammatiche per tutti. ( –> continua a leggere articolo completo ).

(la repubblica) – Grecia, le Borse promuovono l’austerity Centinaia i feriti.

Dopo l’approvazione ieri notte del piano di austerità 1 richiesto dall’Unione europea e dal fondo monetario internazionale per salvare il Paese dall’incubo default, la Grecia va verso elezioni anticipate: “Questo governo ha ancora un mese, un mese e mezzo di lavoro davanti a sè. Completeremo il lavoro a marzo e le elezioni si faranno in aprile”, ha detto Pantelis Kapsis, portavoce del governo. Atene è stata teatro di violente proteste: migliaia di manifestanti si sono radunati fuori dal Parlamento e le strade della capitale sono state messe letteralmente a ferro e fuoco. La polizia ateniese ha comunicato quello che dovrebbe essere il bilancio definitivo delle violenze di ieri: 170 feriti, tra cui 70 agenti, nessuno in condizioni gravi. La polizia ha fermato 92 dimostranti, per 74 è scattato l’arresto. I fatti di Atene hanno indotto al monito il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e vicepresidente dei vescovi europei, a margine del simposio dei vescovi di Europa e Africa in corso al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. “La centralità dell’uomo deve rimanere misura della finanza e della politica, altrimenti c’è il rischio che si cada in derive anti-umane”.  ( –> continua a leggere articolo completo ).

Autore:
Massimo Della Rovere
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Nato a Roma nel 1968, appassionato di informatica, programmatore e sistemista su IBM iSeries, esperto in procedure web con PHP e MySQL, grande utilizzatore dei prodotti Google, Linux, Wordpress ed Amazon AWS. Attualmente vive in Perù nella città di Lima, da dove porta avanti il suo progetto favorito riguardante il blog multitematico di startbyzero.com. Per contattarlo basta seguirlo sul profilo pubblico presente nel social network di google+.

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