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Mario Monti

«Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l’economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali» si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri, diffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni. Per Mario Monti in Italia “per anni e per decenni si è coltivato e rispettato più l’interesse delle singole categorie che l’interesse generale”. “Un insieme vasto di interessi legittimi di centinaia di categorie dà luogo ad una gabbia, a un Paese che nella legittimità delle singole categorie perde la visione generale”.

( il corriere ) - Con le liberalizzazioni fuori dalla recessione.

Il governo si mostra talmente ottimista sulla bontà della propria ricetta da quantificare gli effetti potenziali del decreto. «Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell’11%, i consumi dell’8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull’occupazione». «Analisi condotte dall’Ocse – si legge ancora nella nota del governo – evidenziano come l’adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi quantificabile ( –> continua )

( la stampa) - Liberalizzazioni, scioperi a raffica.

I tassisti non rinunciano alle maniere forti e, per protestare contro le liberalizzazioni del governo Monti, si fermano in tutta Italia. Il loro è il primo di una serie di scioperi indetti da molte delle categorie coinvolte dalle novità, dai farmacisti ai tir, dagli avvocati ai benzinai, tutti sul piede di guerra contro il provvedimento elaborato dal cdm di venerdì, di cui però non si conoscono ancora i dettagli normativi. Dopo giorni di agitazione ’selvaggià, le auto bianche hanno confermato lo stop ufficiale delle 8.00 alle 22.00 di domani in tutte le città italiane. I tassisti chiedono un nuovo incontro con il governo per discutere della licenza part-time e dell’Authority delle reti, incaricata di decidere proprio sull’assegnazione delle licenze.  ( –> continua )

( repubblica ) - Monti difende le liberalizzazioni “Ora il lavoro, art.18 non è tabù”.

Il premier Mario Monti difende le nuove norme sulla deregulation di professioni e servizi. “Per anni – ha detto il professore – è stato coltivato l’interesse delle singole categorie, ma ciò ha dato vita a ‘gabbie’ senza visione generale”. Sulla possibilità che il governo chieda la fiducia sul tema, il capo del governo è rimasto prudente. “Vedremo, ma le prime reazioni dei partiti sono positive”. Ora, annuncia Monti alla trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata su RaiTre, tocca al mercato del lavoro. Anche perché “c’è un legame stretto tra le liberalizzazioni e quello che avvieremo adesso. L’Italia sta o non sta nel mercato internazionale per la sua capacità di collocare i suoi prodotti. Nel determinare il costo dei prodotti entrano tante cose  ( –> continua )

( messaggero ) - Interessi categorie troppo rispettati art 18 non può essere un tabù.

«Non so se porremo la fiducia, ma ne abbiamo molta sul fatto che il Parlamento sappia apprezzare questo provvedimento – dice Monti – Ci muoviamo in una logica di unità e sulle liberalizzazioni abbiamo fatto ad esempio dei passi avanti rispetto al provvedimento a firma Bersani». «Trovo che le prime reazioni dei partiti ad un provvedimento corposo e complessivo come quello sulle liberalizzazioni siano state nel complesso positive – ha detto Monti – Mi sorprende che, avendo io detto che il Parlamento è sovrano, oggi abbia visto un giornale titolare “Monti minaccia il Parlamento”. I lettori di certi giornali dovrebbero leggerne almeno un altro…». Il riferimento di Monti è al “Giornale” che oggi, appunto, titola a tutta pagina “Monti minaccia il Parlamento”. «Nessun intento dilatorio del governo sulle liberalizzazioni.  ( –> continua )

( quotidiano.net ) - Liberalizzazioni ok, ma il Pdl dice no alla ‘fotocopia’.

Roma, 22 gennaio 2012 – Fabrizio Cicchitto ha criticato la richiesta del premier Mario Monti che nel passaggio parlamentare del decreto liberalizzazioni non vi siano modifiche. “Ripetiamo quello che abbiamo già detto ieri: il provvedimento è così articolato e contiene norme dall’impostazione diversa – alcune realmente liberalizzatrici altre addirittura dirigiste – e quindi non può non essere esaminato dal Parlamento, evidentemente in modo responsabile, senza accampare la pretesa che esso approvi un testo che è la fotocopia di quello del governo, anche perché ciò non è avvenuto neanche nel lontano passato nei confronti di nessun governo”, ha spiegato il capogruppo del Pdl in una nota. Critico Cicchitto poi anche nel merito del dl. “Quanto al fatto che l’approvazione di questo provvedimento risolverà la crisi, addirittura provocando strabilianti aumenti del Pil, riteniamo che bisogna essere comunque prudenti, anche perché questa valutazione entra in contraddizione con altre dello stesso Monti e di Draghi a proposito della gravità della situazione economico-finanziaria generale”, ha avvertito. ( –> continua )

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